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  I torrenti del nostro appennino...... di Mirko Dalmonte Martelli
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
WildFly Fly Fishing Adventures

Limentrella di Treppio

Pesca a mosca nei torrenti dell'Appennino Tosco Emiliano






WildFly Fly Fishing Adventures


Il Limentrella è un piccolo ma meraviglioso torrente che si nasconde tra le braccia dei suoi due parenti più famosi, il Limentra Inferiore o Orientale che scorre in località Lentula e il Limentra di Sambuca che passa per Pavana. Siamo ad una altitudine che al massimo raggiunge poco più di 700mt sul livello del mare, per questo motivo è un tratto che in termini di temperature e attività delle trote è tra i primi a essere pronto ad inizio stagione..

L'articolo completo sul Torrente Limentrella lo potete trovare sulla rivista "La Pesca Mosca e Spinning" 4/2018 questo video racchiude alcune immagini della pesca da cui è nato l'articolo stesso.


Dedicata a coloro che hanno iniziato da poco la pesca a mosca... a coloro che pescano da sempre e che mi hanno insegnato... e a coloro che dicono che non ci sono trote a pochi minuti da casa..

Tutto questo è WildFly.it

Mirko Dalmonte Martelli

 
Di  Mirko Dalmonte Martelli (del 01/05/2018 @ 19:00:50, in Fiumi - Torrenti - Laghi, linkato 1630 volte)
Il Torrente Fiumicello


Il torrente Fiumicello è il principale affluente del torrente Rabbi..



è un torrente incontaminato che fa parte del parco delle Foreste Casentinesi,  lungo la sua strada è possibile incontrare un meraviglioso mulino ancora attivo e visitabile...



acque pure e cristalline, in primavera sono ancora fredde e con pochi insetti ma appena la temperatura sale questo torrente vive del suo splendore...



... gamberi di fiume, nostrani ovviamente, a dimostrazione della purezza delle sue acque..



le trote sono poche... piccole e ahimè abbastanza perseguitate... infatti abbiamo trovato tracce di pescatori prima di noi...



... pescatori con il verme, che se non fosse che qui le trote sono davvero piccole capirei ... mah venire ad insidiare queste è forse una cattiveria che questo posto non si merita...





...Il Mulino Mengozzi abbandonato nel 1963 dopo secoli di attività, è stato pazientemente restaurato dai proprietari, i fratelli Mengozzi, che ne hanno aggiustato e ricostruito tutte le strutture. Così, dal 1993, dopo anni di silenzio, il mulino ha ripreso a funzionare.

L’edificio è strutturato su tre piani. In quello più basso, quasi interamente interrato, vi è collocata la turbina, ossia una ruota idraulica con pale a semicucchiae in rovere, movimentata dal flusso d’acqua convogliato dalla condotta che collega il “bottaccio” (la vasca d’acqua e-sterna) al mulino. Il moto della ruota viene trasmesso al piano supe-riore attraverso un “albero” che la collega alle due macine disposte orizzontalemente, costituite da dischi di pietra, di notevole diametro e peso. Ogni macina è formata da un disco inferiore, fisso,e da uno superiore, mobile, con la centro una “bocca” per il passaggio del grano e delle castagne da macinare. Esiste un dispositivo di regolazione della distanza fra le macine. La farina prodotta viene raccolta in un contenitore di pietra, detto “matriccio”, prospiciente le macine. L’ultimo piano del Mulino è l’abitazione della famiglia Mengozzi.

L’acqua destinata ad alimentare il mulino viene prelevata dal torrente attraverso una presa costituita da una briglia in legno di castagno. Mediante questa chiusura artificiale l’acqua si alza di livello scorrendo in un canale laterale in direzione del mulino. Lungo questo canale esistono delle bocche di sfioro che provvedono a controllare il flusso dell’acqua. Al termine si trova una vasca (il “bottaccio”) da cui l’acqua cade direttamente, attraverso la “tromba”, sulla ruota idraulica di alimentazione delle macine. La forma conica del bottaccio e il dislivello di circa 8 metri consentono una notevole pressione dell’acqua sulle pale della turbina...




un posto incantevole che nel periodo giusto regala qualche cattura di dimensioni ridotti ma di bellissima livrea..


Ed eccoci qui, prima del grande caldo ... come vi dicevo avevamo due pescatori davanti a noi... pescatori col verme, che hanno arato ogni singola buca rendendoci la pesca difficilissima...  cio nonostante un paio di trotelle le abbiamo viste.. ma questo era solo il contorno di una giornata di pesca in relax con gli amici di sempre..
Il Fiumicello è un torrente piccolo e insidioso per via della scarsità d'acqua e dei molti alberi caduti... ma offre scenari incredibili e meravigliosi.... nei weekend è visitatissimo dai turisti che fanno trekking per via del bellissimo percorso che lo attraversa più volte..
Un bellissimo posto... con poca acqua in estate e trote piccole di dimensioni e di numero... ma credetemi ne vale davvero la pena...

Mirko Dalmonte Martelli
 
Di  Mirko Dalmonte Martelli (del 17/03/2018 @ 15:19:06, in Fiumi - Torrenti - Laghi, linkato 964 volte)
Brenta Experience - We love this game !!
finalmente è la mia volta..


Il Brenta in prossimità di Bassano del Grappa è un tratto no-kill .. il fiume è grande e di buona portata, ricca è la vegetazione sulle sponde e le acque scorrono tranquille se non in prossimità dell'imissione delle acque delle rogge ... li diventa tumultuoso e gelido !!

Non mi ci metto a spiegarvelo visto che in rete ci sono centinaia di articoli e foto sulle sue acque e sui suoi pesci... vi racconto com'è andata la mia prima volta...



Non ci ero mai andato e ovviamente non avevo fatto il tesserino, cosa che invece mi è piaciuto fare come contributo a questa bellissima associazione che è quella dei Pescatori Canal di Brenta.
Chiunque può fare richiesta di diventare Associato. Il Consiglio Direttivo decide sull’accoglimento delle domande. Le iscrizioni sono aperte a far data dal 01 gennaio 2018.
Le domande di ammissione devono essere presentate all’Associazione utilizzando l'apposito modulo messo a disposizione nei nostri uffici e scaricabile anche dal sito www.bacinofiumebrenta.it oppure con iscrizione diretta on - line.


unico neo è la massiccia presenza di pescatori che in ogni caso si distribuiscono ampiamente lungo tutto il tratto del fiume ...



vista la giornata uggiosa e piovigginosa, la temperatura decisamente bassa dell'acqua e ovviamente anche la mia scarsa esperienza... ho deciso di iniziare a pescare a ninfa pesante...  e dopo un oretta un paio di mangiate, slamate,  e una piccola iridea catturata abbiamo deciso di andare a monte... in acque più calde e miti... non sentivo più le ginocchie..



sono quindi passato a streamer ... sottoriva, come da consiglii di amici espertissimi ... che dire, bravissimi...  infatti ho  subito sentito due attacchi... l'ultimo in questo faticoso e combattivo esemplare di iridea ...



la mia attrezzatura era piuttossto leggera... una 11"#3 Loomis & Franklin che però ha fatto egregiamente il suo lavoro...
 


ed ecco lo special team di questa uscita, in foto sono presenti da sx verso dx, Mauro Merli, Antonio Fadda (mitico riferimento per il Brenta) ... io e Marco Castaldini.


... ma le soprese non finiscono mai e sul fiume trovi gli amici di pesca... ecco chi mi aveva detto di pescare sottoriva... e lui, qui, è davvero di casa, grazie a Matteo De Falco...


Brenta Experience sul nostro canale youtube !!

 Wild Fly Video




 Wild Fly Video

Questo sicuramente non è il classico fiume in cui mi sento a mio agio, ma un pò la grinta, l'attenzione e l'immancabile culo mi hanno permesso di evitare il cappotto .. ammeto che è stata una bella esperienza e che sono convinto che sfrutterò il mio abbonamento sino in fondo, un grazie a tutti quelli che mi danno delle dritte..

Mirko Dalmonte Martelli
Brenta Experience


Wildfly Fly Fishing Adventures
www.wildfly.it

 
Fly Fishing Tilapia -  A caccia delle "calde Africane" - Pesca a Mosca della Tilapia
Dicembre

... Un normale , freddo sabato di metà dicembre ... un gruppo di amici, esperti di pesca nei modi e nei posti più strani si ritrovano per andare assieme a caccia di questo meraviglioso ciclide africano.. che vive stanziale nelle anche calde termali dei canali veneti...



ed eccoci qui ad affrontare un percorso cittadino al sole del primo mattino....


... e dopo tante pagine lette in rete.. chiacchiere con gli amici più esperti... la Tilapia ...

La Tilapia è un pesce della famiglia dei Ciclidi, è originale della Giordania, Siria, Israele e quasi tutta l'Africa.

Per gli appassionati di acquariologia è un classico ciclide, testa grossa, corpo alto e tozzo, leggermente compresso ai fianchi; la pinna dorsale decisamente lunga e spinosa, occupa quasi tutta la linea del dorso, la pinna caudale è tronca o leggermente arrotondata.

Assumono una colorazione variabile che cambia in base alla specie e lo stato fisiologico... cioè se è in periodo riproduttivo o no... se lo è, il maschio assume una colorazione vistosa, tendente al rosso fuoco.



Le dimensioni, in particolar modo degli esemplari presenti qui in zona, variano da 12 fino a oltre 30 cm ... esemplari non rarissimi ma certamente difficili da catturare per via della bonta delle loro carni riconosciute in tutto il mondo....  sembra infatti che per la sua alta resistenza e il suo basso costo di allevamento sia il pesce più mangiato nel mondo...



Si possono trovare in qualsiasi ambiente e in tutti i tipi di acque, correnti o ferme, incluse quelle leggermente salate. Sembra che alcune specie sopportino temporaneamente anche 15-17 °C, altre 30-32 °C.



Sono pesci praticamente onnivori con un carattere decisamente territoriale e molto impetuoso, difendono il territorio e sopratutto il nido a suon di testate contro i rivali.



E' un pesce che vive in branchi anche di incredibili quantità di individui.. nella foto qui sopra potete vederne il branco ... avete presente l'alone chiaro in alto al centro del canale... è l'unico punto senza Tilapie di tutto il tratto :)

E ora un pò di informazioni sulla pesca, che non è così scontata come può apparire ... o perlomeno nel branco i piccoli esemplari magari li possiamo insidiare con svariate esche ma i grandi son tutti da conquistare..  Le imitazioni che io ho utilizzato vanno dalle piccole ninfe a piccoli streamer... direi decisamente no le sommerse che almeno a me non hanno reso nemmeno un tocco... ma decisamente i migliori si sono rivelati gli squirmy rosso, rosa e .. bianco montati come da questo print screen preso dal market di 1000mosche.it  a cui però conviene accorciare leggermente il codino onde evitare false mangiate.



Gli amici che erano con me hanno pescato a mosca ( Federico Casari di Caccia a Ottobre Rosso) e a spinning ( Andrea Brusa del Lago Big Fish) ... a spinning sicuramente si sono ottenute il maggior numero di catture e anche l'esemplare più bello... ma anche noi a mosca ci siamo difesi egregiamente appena intuito il colore giusto da utilizzare..



Un giornate divertente, passata provando diversi spot e ognuno richiedeve le sue regole per poter fare catture..  ma le emozioni non sono mancate così come le risate .. un trio inedito di pescatori che hanno collaborato lun l'altro per cercare di catturare con costanza e precisione lanciando nei punti pù infrascati delle sponde ...




E' andata davvero bene ... un sincero grazie a Federico Casari per aver condiviso con me l'arte della pesca alla Tilapia e ovviamente i suoi spot, un grazie anche ad Andrea Brusa, mastro di spinning, che ha insidiato le Tilapie con la tecnica della Trout Area ed infine con il Drop dando prova di una grandissima padronanza della tecnica e dei materiali... un vero jedi.

Sono passato dai torrenti montani alla pesca di "strada" ... che cosa non si farebbe per poter catturare un pesce vero ... ma devo ammetterlo è stata una vera e cusiosa esperienza che mi ha regalato una bella giornata in ottima compagnia..

Mirko Dalmonte Martelli
Fly Fishing Tilapia -  A caccia delle "calde Africane" - Pesca a Mosca della Tilapia


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Di  Mirko Dalmonte Martelli (del 01/08/2017 @ 18:29:43, in Fiumi - Torrenti - Laghi, linkato 1024 volte)
Love Life ...
Pesca in Torrente a mosca in Appennino Modenese



Il Rio Acqua Grossa è lungo circa 1,16 km è uno dei due principali tributari del Torrente Ospitale. Nasce all'interno del Parco Regionale dell'Alto Appennino Modenese.



La valle di Ospitale, è la più orientale delle valli dell'alto Appennino modenese: lo spartiacque a est la divide, infatti, dall'Appennino bolognese fino alla conca del lago Pratignano. È orientata quasi esattamente da sud a nord, il crinale meridionale, corrispondente alla cresta dell'Appennino tosco-emiliano, la separa dalla provincia di Pistoia, quello occidentale dalla valle di Fellicarolo.



Come tutto il crinale tra Emilia e Toscana il clima è particolarmente piovoso: la frequente presenza di nuvole riduce l'insolazione, che risulta relativamente modesta. L'alta piovosità spiega l'abbondanza di acque, che da tre confluenti principali, corrispondenti alle conche maggiori, si riversano nell'Ospitale, anche in estate caratterizzato da una portata vistosa seppure fluente da un bacino di soli 2.750 ettari: tale la superficie della valle dallo spartiacque alla confluenza dell'Ospitale con il Fellicarolo.



la pesca si presenta difficile per via dei livelli più bassi del solito, delle grosse buche e i tanti rami sparsi lungo in torrente .... un minimo rumore diverso dal solito fa scappare le trote




le trote sono di una livrea incantevole, aggressive al limite della pazzia... attaccano al volo la mosca in acqua ingoiandola la maggior parte delle volte..



acque cristalline ricche di ossigeno, una vera rarità in questo grande periodo di siccità...



Pinnate perfettamente, denti aguzzi ... testimoniano perfettamente la salute di queste acque...



le buche sono profonde anche qualche metro... cascate e salti d'acqua non mancano mai...



guardate che livrea bellissima...
 
... le solite raccomandazioni, qui assolutamente non andateci da soli, non andateci se non sapete come uscirne perchè sono tratti lunghi e assolutamente privi di sentieri... è un signor torrente e come tale richiede un sacrificio di fatica e sudore ... portatevi dietro tanta acqua ... anche se io ammetto di ever bevuto direttamente dal torrente più di una volta...

Mirko Dalmonte Martelli
 
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per pescare, bisogna avere la mente sgombra... si lancia la lenza, poi ci si concentra sulla mosca... non si lancia così a caso... un pescatore si riconosce dal lancio.. non tanto per la sua lunghezza o maestria.. ma per il dove si è deciso di lanciarla con la consapevolezza che la vi sia un pesce ad attenderla ..

MDM
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16/05/2022 @ 13:52:21
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