WildFly Fly Fishing Adventures: corsi e guide di pesca a mosca a Bologna. Professional guiding and casting courses across the torrents, rivers, and lakes
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  I torrenti del nostro appennino...... di Mirko Dalmonte Martelli

Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 

Guida base alla pesca a mosca in Torrente

il minimo indispensabile per pescare a mosca in torrente in totale sicurezza

Guida essenziale alla pesca a mosca in Torrente

Paradiso a chilometro zero: 5 scoperte sorprendenti sulla pesca a mosca nell'Appennino bolognese
Il segreto meglio custodito di Bologna
"Ma perché... ci sono le trote a Bologna?"
Quando iniziai il mio percorso, fu questa la prima domanda che rivolsi al mio mentore. Sembra un paradosso per chi vive immerso nel grigio urbano, eppure l’Appennino bolognese nasconde un’anima selvaggia che aspetta solo chi ha la pazienza di risalirlo. Per me, la pesca a mosca non è solo uno sport, è una risalita continua fino a quel sasso muschiato da cui sgorga l'acqua pura, un rito che trasforma la geografia in uno stato mentale.
A sole due ore dai portici, esistono riali gratuiti e poco frequentati dove il tempo si ferma e la routine si dissolve nel gorgoglio del torrente.

Guida essenziale alla pesca a mosca in Torrente

Guida essenziale alla pesca a mosca in Torrente

La qualità batte la dimensione: Il valore del "selvatico"
In questi micro-ecosistemi, la misura del successo non si legge sul centimetro, ma nella perfezione della livrea. C’è una differenza abissale tra un pesce di immissione e un pesce "vero". La trota fario dell'Appennino è un gioiello biologico: esemplari rigorosamente puri, perfettamente pinnati, che combattono con una forza insospettabile per la loro taglia. In posti come il Rio Acqua Grossa, la presenza di una popolazione strutturata in tutte le classi di età è il certificato di salute di un ambiente che dobbiamo difendere con le unghie.
"Ho sempre pensato che un pesce vero per quanto più piccolo degli esemplari immessi, sia sempre un pesce da insidiare con grande rispetto e attenzione."
Questa filosofia sposta l'obiettivo dal trofeo all'emozione dell'incontro. Ogni cattura è un momento di grazia che va oltre la misura; è il riconoscimento di una bellezza selvatica che abbiamo la fortuna di avere "dietro casa".

Guida essenziale alla pesca a mosca in Torrente

Guida essenziale alla pesca a mosca in Torrente

 L'arte della discrezione assoluta
La trota selvatica è un animale sospettoso, quasi paranoico. Se avverte la tua presenza, la buca è "bruciata" ancora prima di aver posato la mosca. Qui la tecnica non è solo nel polso, ma nell'avvicinamento.
Dobbiamo conoscere la "zona cieca" del pesce e capire che l'angolo di presentazione dell'artificiale conta quanto la mosca stessa. Spesso, basta variare di pochi gradi la posizione per ottenere una bollata invece dell'indifferenza totale.
L’acqua è un conduttore di suono implacabile e la goffaggine si paga cara. Come dico sempre ai miei allievi con un pizzico di ironia da guida:
"non siete Mosè e quando camminate non dovete aprire le acque… se si crea l’onda al vostro passaggio avete ottime possibilità di non prendere nulla." 
Evitate movimenti bruschi, colori sgargianti e, soprattutto, non spostate i sassi camminando. Pescare contro sole per non proiettare ombre è la regola d'oro per non allarmare la "regina".

Guida essenziale alla pesca a mosca in Torrente

Guida essenziale alla pesca a mosca in Torrente

Guida essenziale alla pesca a mosca in Torrente

Il trionfo dell'indispensabile sul superfluo
Muoversi tra i rovi e le rocce dell'Appennino richiede minimalismo. Un equipaggiamento pesante è un intralcio alla simbiosi con la natura. Eppure, in questa essenzialità risiede un'ironia sottile che ogni pescatore esperto conosce bene:
"Chi ha l'indispensabile sente una gran mancanza del superfluo."
Per affrontare questi piccoli torrenti infrascati, servono canne corte (dai 6 ai 7 piedi) con azione parabolica, capaci di caricarsi in un fazzoletto di spazio.
Il kit del "viaggiatore leggero"
  • Mosche essenziali: Una selezione ferrea che non può prescindere da Pheasant Tail, Royal Coachman e l'immancabile Elk Hair Caddis.
  • Finali: Finali conici 4x o 5x per una posa delicata e precisa.
  • Sicurezza autoritaria: Non è un consiglio, è un obbligo. Kit di primo soccorso, coperta termica, fischietto, torcia e abbondante acqua. In torrente, una scivolata banale può impedire il rientro in sicurezza.
  • Abbigliamento: Colori neutri, occhiali polarizzati per leggere il fondo ed evitare il riverbero, e waders o cosciali resistenti.

Guida essenziale alla pesca a mosca in Torrente

Guida essenziale alla pesca a mosca in Torrente

Guida essenziale alla pesca a mosca in Torrente

 Il "Senso dell'Acqua" e il lancio a balestra
Il "senso dell'acqua" è la capacità quasi istintiva di leggere le fratture tra le rocce e interpretare la conformazione delle buche. In Appennino, la ricerca deve essere metodica: si lancia prima vicino e poi man mano più distante, per non spaventare eventuali prede in agguato immediato.
Quando la vegetazione si chiude sopra la testa e il lancio verticale diventa un miraggio, entra in gioco il lancio a balestra, fondamentale per bersagli che sono "giocoforza" vicinissimi.

Le fasi del lancio a balestra
  • Presa della mosca: Afferrare la mosca tra pollice e indice (attenzione all'amo!).
  • Flessione della canna: Tirare indietro energicamente, caricando il fusto come un arco.
  • Mira: Puntare la vetta della canna esattamente sul bersaglio.
  • Rilascio: Lasciare la mosca, che volerà nel punto voluto grazie all'energia elastica.

Guida essenziale alla pesca a mosca in Torrente

Guida essenziale alla pesca a mosca in Torrente

Il rito della "Tigella" in Paradiso
Dopo ore passate a risalire arriva il momento della contemplazione... Anche in piena estate, qui si gode di un "fresco" rigenerante che la città ha dimenticato.
Sedersi su un sasso, aprire lo zaino e mangiare un paio di tigelle mentre si osserva il volo degli insetti è il vero traguardo.
In questo paradiso, la conservazione è l'unica via... Praticare il Catch & Release con mani bagnate e rispetto assoluto garantisce che la "regina" sia ancora lì l'anno successivo, più bella e più scaltra.
È un patto di lealtà tra noi e il torrente.

Guida essenziale alla pesca a mosca in Torrente

Una nuova prospettiva sulla soglia di casa
L'Appennino bolognese ci insegna che non serve fuggire dall'altra parte del mondo per trovare la purezza...
La bellezza selvatica è a pochi chilometri, nascosta in un tratto d'acqua che magari abbiamo ignorato per anni.
La prossima volta che cercherai il silenzio e lo stupore, guarderai verso l'orizzonte lontano o verso le montagne che hai appena fuori dalla finestra?

Guida essenziale alla pesca a mosca in Torrente


Per approfondire le tecniche di lancio, la lettura dell'acqua o per escursioni guidate alla scoperta dei segreti dei nostri torrenti, contatta Mirko Dalmonte Martelli, Fly Fishing Guide & Instructor, visitando il sito Wildfly.it o i canali social quali Instagram, TikTok, Youtube, Threads.


Scarica le guida completa in formato PDF 

Wildfly.it_Guida_essenziale_alla_pesca_a_mosca_in_Torrente_low.pdf

 

Ci vediamo in acqua che corre ..
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Di  Mirko Dalmonte Martelli (del 21/07/2026 @ 15:24:12, in Wild Fly Video, linkato 371 volte)
Guida essenziale alla pesca a mosca in Torrente
kit minimo per iniziare la Pesca a mosca in torrente




Questo video è una guida sintetica e visiva dedicata alla pesca a mosca nei torrenti, strutturata per offrire una panoramica completa sia tecnica che logistica. L'attrezzatura ideale, privilegiando strumenti leggeri e compatti adatti a spazi ristretti, e cataloga le esche artificiali più efficaci per stimolare l'aggressività dei pesci. Particolare attenzione è rivolta alle tecniche di lancio specializzate, come quello a balestra, indispensabili per superare gli ostacoli naturali della vegetazione fitta. Infine, fondamentali norme di sicurezza e requisiti burocratici, sottolineando l'importanza di un approccio responsabile e preparato all'ambiente acquatico.

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Di  Mirko Dalmonte Martelli (del 28/06/2026 @ 18:10:24, in Curiositą, linkato 155 volte)

Ninfa di Ephemeroptera Heptageniidae



L'immagine mostra una splendida ninfa di efemerottero (Ordine: Ephemeroptera), nello specifico appartenente alla famiglia Heptageniidae (Eptagenidi), l'ho scattata io nel 2018 e ora con l'aiuto della IA posso mostrarla ben definita.

Analizzando i tratti morfologici distintivi, possiamo classificarla come una tipica ninfa "clinger" (ancorata) o "flathead" (a testa piatta), adattata a vivere sul fondo sassoso di fiumi a corrente sostenuta:

Corpo e Capo: Fortemente depresso in senso dorso-ventrale (piatto). Questa idrodinamica perfetta le permette di sfruttare lo strato limite dell'acqua, riducendo l'attrito della corrente e rimanendo adesa ai ciottoli.

Zampe: Femori larghi e appiattiti, strutturati per fare presa salda sul substrato roccioso.

Apparato Alare: Le teche alari (wing pads) sono ben visibili, gonfie e scure. Questo indica che la ninfa è nello stadio finale del suo ciclo sommerso, ormai matura e prossima all'emergenza in subimmago (dun).

Cerci (Code): Si notano chiaramente due lunghi cerci caudali. Sebbene molti eptagenidi abbiano tre code, il genere Epeorus è celebre proprio per averne solo due, il che rende molto probabile l'appartenenza a questo genere (o a un esemplare che ha perso il filamento mediano).

Colorazione: Tonalità ambrate/olivastre traslucide, perfette per il mimetismo tra il detrito e il biofilm algale dei corsi d'acqua montani e collinari.


Osservate il profilo idrodinamico: un corpo totalmente schiacciato, progettato per sfidare la gravità della corrente millimetro dopo millimetro, ancorato tenacemente alla roccia. Le teche alari scure e pronunciate ci sussurrano che il tempo del confinamento sul fondo è quasi giunto al termine. Presto, questa creatura si staccherà dal palcoscenico sommerso per compiere la sua metamorfosi in superficie.

Per noi che sediamo al morsetto, questa non è solo una meraviglia della natura. È un codice da decifrare. È lo studio delle proporzioni, della trasparenza del corpo e della silhouette che guiderà le nostre dita nella creazione dell'inganno perfetto. ???

Dettagli entomologici:
  • Ordine: Ephemeroptera
  • Famiglia: Heptageniidae
  • Stadio: Ninfa matura (prossima all'emergenza)
  • Habitat: Tratti ritrali, acque rapide e ossigenate

Ci vediamo in acqua che corre ..

Mirko Dalmonte Martelli
WildFly Fly Fishing Adventures

#FlyFishing #Entomology #CatchAndRelease #Heptageniidae #FlyTying #WildFly #NymphFishing #Ephemeroptera #PescaAMosca #FlyFishingLife
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Guida Strategica alla Manutenzione

Cura e Riparazione dei Wader

cosa andrebbe fatto per prevenire, curare, pulire, riparare e riporre i waders da pesca


La longevità e le prestazioni dei wader dipendono direttamente da una gestione rigorosa che integra pulizia regolare, corretta conservazione e interventi di riparazione tempestivi. I wader moderni, realizzati con tessuti tecnici avanzati come il poliestere a 4 strati H2No Performance Standard con cucitura singola SSC, richiedono cure specifiche per mantenere l'impermeabilità e la traspirabilità.


I punti critici emersi dall'analisi includono:

  • Rilevazione:  L'uso di alcol isopropilico è il metodo più efficace per individuare micro-fori non visibili a occhio nudo. ( su Amazon io ho comprato EQM - ECO-301 - Isopropanolo / Alcool Isopropilico 99,9% - 750 ML)

  • Intervento:  Esiste una distinzione netta tra riparazioni temporanee sul campo (utilizzando colle UV che polimerizzano in pochi secondi) e riparazioni permanenti a casa (che richiedono collanti a lenta essiccazione come Seam Grip o Aquaseal).

  • Manutenzione:  Il lavaggio regolare è necessario per preservare le membrane tecniche, ma deve essere eseguito seguendo protocolli che evitino residui chimici aggressivi.
  • Prevenzione:  La scelta della taglia corretta e il ripristino periodico del trattamento DWR (Durable Water Repellent) sono fondamentali per prevenire l'usura precoce delle cuciture e il decadimento della traspirabilità.

Protocolli di Pulizia e Manutenzione Ordinaria

La pulizia non è solo un fattore estetico, ma una necessità tecnica per rimuovere sporco, fango e residui di sale che possono compromettere la membrana. (io ho comperato sapone di marsiglia per bucato a mano, non lo chanteclair)

Tecniche di Lavaggio

Metodo,Istruzioni e Raccomandazioni

  • Lavaggio a mano: Immergere in bacinella (24-30 °C) con sapone liquido delicato o detersivo tecnico (es. Storm Clothing Wash - Sapone di marsiglia per bucato a mano). Lasciare in ammollo 5 minuti per lato, spazzolare delicatamente e risciacquare due volte in acqua fredda.

  • Lavatrice:Utilizzare esclusivamente macchine a carico frontale con ciclo delicato e sapone tecnico (es. Nikwax Tech Wash anche su Amazon). Assicurare tutte le fibbie e strap.  Nota:  Alcuni esperti sconsigliano la lavatrice per il rischio di residui di detergenti aggressivi precedenti.

  • Disinfezione: Prodotti come il  Clear Gear Sports Spray  possono essere utilizzati per disinfettare, pulire e deodorare l'attrezzatura. (www.cleargear.com)


Gestione del Trattamento DWR

Il DWR (Durable Water Repellent) permette all'acqua di scivolare sulla superficie esterna. Se l'acqua viene assorbita dal tessuto esterno ("wetting out"), la traspirabilità si azzera.


  • Ripristino: 
    Applicare periodicamente spray idrorepellenti (es. Stormproof) o utilizzare detergenti specifici.

  • Attivazione termica
    L'asciugatura in asciugatrice a bassa temperatura o l'uso moderato di un asciugacapelli/ferro da stiro (seguendo le indicazioni del produttore) può riattivare il DWR.

  • Individuazione delle Perdite
    Le infiltrazioni sono spesso causate da micro-lacerazioni quasi invisibili. Esistono due metodi principali per localizzarle:

  • Metodo dell'Alcol Isopropilico (Consigliato):

    Rivoltare i wader al rovescio.

    Spruzzare o strofinare alcol isopropilico sulla zona sospetta (lato interno).

    Rivoltare nuovamente: in circa un minuto, apparirà una macchia scura sul tessuto esterno in corrispondenza del foro.

  • Metodo dell'Acqua:

    Rivoltare i wader al rovescio e riempirli d'acqua.

    Osservare i punti in cui l'acqua trasuda verso l'esterno e segnarli accuratamente.


Procedure di Riparazione

La riparazione tempestiva è un'alternativa economica e sostenibile all'acquisto di nuovi wader.



Riparazioni sul Campo (Temporanee)

Ideali per riprendere la pesca in circa 15-30 minuti.


Strumento:
  Colla UV (es. Aquaseal UV o simili).

Procedura:
  • Operare rigorosamente  all'ombra  (la colla UV indurisce istantaneamente al sole).
  • Pulire e asciugare l'area.
  • Applicare la colla coprendo il foro e l'area circostante per circa 1,5 cm.
  • Utilizzare una pellicola di plastica per livellare il collante (la pellicola da cucina potrebbe essere sottile).
  • Esporre alla luce solare o lampada UV per 30 secondi (più a lungo se nuvoloso).

Riparazioni a Casa (Permanenti)

Richiedono tempi di asciugatura di circa 12 ore (riducibili con acceleratori come Cotol).


Strumento:
  Aquaseal o Seam Grip.


Procedura:

Pulire l'area con alcol.

Applicare uno strato di circa 4 mm di collante sul lato interno.

Per strappi larghi, posizionare nastro adesivo o pellicola sul lato opposto per evitare che la colla filtri.

Lasciare asciugare su una superficie piana per almeno 12 ore.
Per aree ad alta sollecitazione, applicare un secondo strato che superi i bordi del primo di circa 1/8 di pollice (3 mm).


Riparazioni Specifiche per Componenti

Stivaletti in Neoprene:  Applicare più strati sottili di adesivo specifico (es. Neoprene Queen) per mantenere l'elasticità originale sigillando la zona.
Stivaletti in TPU:
  Utilizzare colla UV e, se necessario, applicare una toppa su misura livellandola per eliminare bolle d'aria. La polimerizzazione completa può richiedere 24 ore.


Conservazione e Longevità

La vita utile dei wader è proporzionale alla cura dedicata dopo ogni utilizzo.


Asciugatura:
  Asciugare sempre completamente all'aria, lontano dalla luce solare diretta (i raggi UV danneggiano i materiali).

Oppure potete usare Melissa, comprata su Amazon, vi permette di asciugare immediatamente waders e scarponcini evitando muffe e puzze, trovate qui l'articolo completo www.wildfly.it/dblog/articolo.asp?articolo=235

Stoccaggio:
Posizionare le gambe parallelamente.
Arrotolare o piegare partendo dai piedi verso l'alto.

Appendere in un appendiabiti in modo che prenda aria e non ci siano piege nei tessuti.

Conservare in un luogo fresco e asciutto, mai bagnati o accartocciati nel retro di un veicolo.

Scelta della Taglia: 
Una taglia corretta è fondamentale, un wader troppo stretto mette sotto stress le cuciture; uno troppo largo causa sfregamenti eccessivi e usura precoce del tessuto.



 

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La Storia della Pesca a Mosca: Dalle Origini all'Evoluzione Moderna
..dalle origini ai giorni nostri..



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Corso di pesca a mosca Bologna

ANTICHITÀ | I - II Secolo d.C.

  • I Protagonisti: Marco Valerio Marziale & Claudio Eliano.

  • La Storia: Marziale è il primo a descrivere il bizzarro comportamento dei pesci che "ingannati saltano verso la mosca". Poco dopo, Eliano nella sua De Natura Animalium descrive la tecnica dei pescatori macedoni sul fiume Astraeus: un inganno costruito con lana purpurea e due piume di gallo color cera, assicurati a un amo.

MEDIOEVO | Il Risveglio dei Trattati (1496)

  • I Protagonisti: Juliana Berners & Il Manuale di Tegernsee.

  • La Storia: Nel 1496 viene stampato in Inghilterra il Treatyse of Fysshynge wyth an Angle, attribuito alla badessa Juliana Berners: il primo testo scritto a codificare la costruzione di 12 mosche artificiali. Contemporaneamente, in Germania, il Manuale di Tegernsee (1500 circa) attesta l'uso di esche artificiali nell'Europa centrale.

RINASCIMENTO & VALSESIANA | L'Eccellenza Italiana (XVI - XVII Sec.)

  • I Protagonisti: G. Raimondi, Agostino Pacifresio e i Pescatori della Val Sesia.

  • La Storia: In Italia la pesca a mosca fiorisce grazie alle citazioni nei trattati di Raimondi e Pacifresio. In Piemonte si radica e si tramanda la Pesca alla Valsesiana: una tecnica d'azione pura che utilizza una canna fissa in legno, una lenza di crine di cavallo intrecciato e mosche tipiche montate senza l'ausilio del morsetto.

L'EPOCA D'ORO | La Letteratura Alieutica (1653)

  • I Protagonisti: Izaak Walton & Charles Cotton.

  • La Storia: Nel 1653 Walton pubblica The Compleat Angler, caposaldo della filosofia e della cultura alieutica. Sarà l'amico Charles Cotton, nelle edizioni successive, a scrivere la sezione interamente dedicata alla pesca a mosca, introducendo concetti innovativi sulla costruzione delle esche e sulla presentazione in acqua dei fiumi inglesi.

L'OTTOCENTO | La Rivoluzione Industriale e Scientifica

  • I Protagonisti: Alfred Ronalds, Hiram Leonard & I Fratelli Hardy.

  • La Storia: Il secolo della svolta tecnica. Alfred Ronalds unisce la pesca all'entomologia con The Fly-Fisher's Entomology. Negli USA, Hiram Leonard rivoluziona gli attrezzi inventando la canna in bambù rifesso (split cane), mentre in Inghilterra la casa Hardy segna la storia della meccanica alieutica brevettando il mulinello Perfect.

  • Dettaglio visivo: Il disegno tecnico del mulinello Perfect o la sezione di un fusto esagonale in bambù.

EPOCA MODERNA | Materiali Innovativi e Nuove Visioni (XX Sec.)

  • I Protagonisti: Theodore Gordon, la Grafite (1973) & Roberto Pragliola.

  • La Storia: Theodore Gordon inventa la pesca a mosca secca negli USA. Nel 1973 l'introduzione della grafite pensiona i vecchi materiali, rendendo le canne leggere e reattive. In Italia, Roberto Pragliola rivoluziona il lancio e l'approccio sul torrente creando la T.L.T. (Tecnica Lancio Totale), focalizzata sulla velocità e la dinamica della coda.

 

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"la sera prima di partire per la pesca genericamente dormo pochissimo ma non vedo l'ora di svegliarmi e partire... con il lavoro non mi capita..."

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