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 Wildfly.it Pesca a Mosca a Bologna corsi di pesca... di Mirko Dalmonte Martelli
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 

La Pesca a Mosca in "Washing Line" 
guida base su come iniziare da zero

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Corso di pesca a mosca Bologna


La Pesca a Mosca Secca in Appennino Tosco-Emiliano Guida tecnica, attrezzatura e strategie per l'azione di caccia in torrente

La pesca a mosca in "washing line" è una tecnica altamente efficace, soprattutto nella pesca in lago, che si basa sull'uso combinato di mosche sommerse sostenute da una mosca secca di dimensioni generose. 

Il termine "washing line" ( 😊 stendibiancheria ) deriva dall'assetto di una o più mosche sommerse o ninfe vengono sostenute da una mosca secca in punta,  una linea orizzontale o leggermente inclinata sott'acqua, simile a indumenti stesi su di un filo come indumenti appesi. 

 

 

1. Concetto e Principio 

Il principio fondamentale di questa tecnica è presentare un insieme di mosche a diverse profondità all'interno dello strato d'acqua. Un galleggiante o una mosca secca in superficie fornisce il punto di riferimento e il supporto, mentre le mosche sommerse o ninfe, posizionate su un terminale lungo, scendono e si muovono naturalmente con la corrente, il vento, il movimento della barca o del pescatore. 

Questa tecnica è particolarmente utile quando i pesci si alimentano a una profondità specifica o quando si vuole massimizzare le possibilità di intercettare il pesce che si muove a diverse quote. 

 

 

 

2. Attrezzatura Necessaria 

Per praticare la pesca a "washing line" in modo efficace, è essenziale avere l'attrezzatura giusta: 

  • Canna da pesca: Una canna da mosca di lunghezza compresa tra 9 e 11 piedi (270-335 cm) con una classe di peso tra #5 e #8 è l'ideale.  
    La lunghezza extra aiuta a controllare meglio il lancio del terminale lungo e a manovrare le mosche. Una canna ad azione media o progressiva è preferibile per proteggere i terminali sottili e assorbire le fughe dei pesci. 

 

  • Mulinello (fly reel): Un mulinello a bobina larga (large arbor) con una buona frizione è raccomandato, in grado di contenere la coda di topo e una quantità adeguata di backing. 

  • Coda di topo (fly line): A seconda delle condizioni e del comportamento dei pesci, si possono usare diverse tipologie di code: 

  • Floating (galleggiante): È la scelta più comune per la "washing line", in quanto supporta la mosca secca e permette alle mosche sommerse di scendere lentamente. 

  • Intermediate (intermedia): Può essere usata per far scendere l'intero assetto leggermente più in profondità e più velocemente. 

  • Sink-tip (con punta affondante): Utile per mantenere una parte della coda sott'acqua mentre il resto galleggia, offrendo una presentazione più profonda in condizioni di vento. 

 

  • Terminale (leader): Questo è l'elemento cruciale della "washing line". Si costruisce un terminale lungo, spesso di fluorocarbon per la sua invisibilità e resistenza all'abrasione sott'acqua. La lunghezza può variare da 12 a 15 piedi (360-460 cm) o anche più, a seconda della profondità desiderata e dell'attività dei pesci. 

  • Il terminale deve essere conico o a nodi per facilitare il lancio. 

  • Si creano diverse "braccioli" (droppers) sulla cui estremità saranno legate le mosche sommerse. Tipicamente si usano 2-3 braccioli, distanziati di 3-4 piedi (circa 90-120 cm) l'uno dall'altro. Alcuni pescatori ne usano fino a 4, ma questo può rendere il lancio più difficile. 

Se lo provi per la prima volta consiglio di distanziarli al massimo 60/80 cm, poi quando ci prendi la mano con il lancio puoi allungare la distanza tra i braccioli. 

  • Il diametro del fluorocarbon per il tip (la parte finale del terminale) e i braccioli varia in base alla dimensione delle mosche e alla pressione di pesca, solitamente tra 4x e 6x (da 0.18 a 0.14 mm). 

 

 


 

 

  • Mosche: 

  • Mosca in punta o cmq quella galleggiante: Può essere una mosca secca galleggiante abbastanza grande da sostenere le altre mosche (es. Stimulator, foam-beetle, hopper, daddy longlegs) o addirittura un galleggiante per pesca a mosca 

 

  • Mosche sui braccioli: Possono essere buzzers, chironomi, ninfe leggere, diawl bachs, sommerse non piombate... La scelta dipende dall'imitazione di insetti presenti e dalla profondità a cui si crede stiano i pesci. 

3. Montaggio del Terminale 

Un esempio comune di montaggio del terminale prevede: 

  1. Connessione alla coda di topo: Un anello di congiunzione (loop-to-loop connection) o un nodo Albright per unire il backing del terminale alla coda di topo. 

  1. Finale conico o a nodi: La trave principale più spessa che si assottiglia gradualmente. 

  1. Primo bracciolo: A circa 3-6 piedi dal nodo di giunzione del terminale. 

  1. Secondo bracciolo: Altri 3-4 piedi dal primo bracciolo. 

  1. Mosca in punta: La mosca galleggiante o eventualmente un segnalatore. 

 

Le distanze tra le mosche sono fondamentali per evitare che si aggroviglino e per permettere una presentazione naturale. 

4. Tecnica di Pesca 

La pesca a "washing line" può essere praticata sia da riva che da barca. 

  • Lancio: Il lancio di un terminale lungo con più mosche richiede pratica. È meglio evitare lanci troppo violenti e preferire lanci più aperti e controllati (es. roll cast) per evitare grovigli. L'obiettivo è far atterrare delicatamente il terminale disteso. 

  • Recupero: Una volta che le mosche sono in acqua, la tecnica di recupero è varia: 

  • Statico: Spesso consiste nel lasciare che le mosche fluttuino liberamente con la corrente o il vento, monitorando attentamente il galleggiante/mosca secca per qualsiasi segno di abboccata. 

  • Recupero lento (slow retrive): Un recupero molto lento e intermittente può imitare il movimento naturale di insetti o piccole prede. Piccoli "strips" (recuperi di filo) o "figure of eight" (recupero ad otto) sono comuni. 

  • Piccoli twitch: Movimenti minimi della punta della canna possono dare vita alle mosche. 

  • Mangiata: Le abboccate si manifestano come uno scatto, un affondamento o uno spostamento del galleggiante/mosca secca. È fondamentale ferrare prontamente ma con delicatezza, dato che spesso si usano terminali sottili. 

 

5. Vantaggi 

  • Copertura di profondità multiple: Permette di sondare diversi strati d'acqua contemporaneamente, aumentando le possibilità di trovare dove si nutrono i pesci. 

  • Presentazione naturale: Le mosche sommerse si muovono liberamente e in modo molto naturale, sostenute da un galleggiante o mosca secca in superficie. 

  • Versatilità: Adattabile a diverse specie di pesci d'acqua dolce (principalmente trote su lago, ma anche carpe ed altri) e a diverse condizioni. 

  • Visibilità dell'abboccata: Il galleggiante o la mosca secca fungono da indicatori di abboccata molto chiari. 

 

6. Svantaggi e Sfide 

  • Lancio complesso: Il terminale lungo con più mosche può essere difficile da lanciare senza creare grovigli, specialmente in condizioni di vento. 

  • Selezione delle mosche: Richiede una buona conoscenza delle mosche e delle loro proprietà di affondamento per bilanciare correttamente l'assetto. 

  • Aggrovigliamenti: A causa della lunghezza del terminale e della presenza di più mosche, il potenziale di aggrovigliamento è maggiore. 

7. Consigli Utili 

  • Pratica il lancio: Esercitati a lanciare il terminale "washing line" in un luogo aperto per prendere confidenza. 

  • Bilancia le mosche: Sperimenta diverse combinazioni di mosche più pesanti e più leggere per ottenere il movimento e la profondità desiderati. 

  • Sii paziente: Lascia che le mosche lavorino. Le abboccate spesso avvengono durante le pause del recupero o quando le mosche si muovono in modo più naturale. 

  • Monitora il galleggiante/mosca secca: La chiave è osservare attentamente qualsiasi movimento anomalo che possa indicare un'abboccata. 

  • Adatta il terminale: Personalizza la lunghezza dei braccioli e le distanze tra le mosche in base alle condizioni e alle preferenze dei pesci. 

  • Usa fluoro carbon di qualità: Per la sua resistenza all'abrasione e invisibilità sott'acqua. 

 

In sintesi, la pesca a mosca in "washing line" è una tecnica affascinante e produttiva che, con la giusta attrezzatura e un po' di pratica, può regalare grandi soddisfazioni ai pescatori a mosca che frequentano i laghi e i bacini artificiali.



Rispetta la natura, pratica sempre il Catch & Release.


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La Pesca a Mosca Secca in Appennino Tosco-Emiliano
Guida tecnica, attrezzatura e strategie per l'azione di caccia in torrente

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La Pesca a Mosca Secca in Appennino Tosco-Emiliano Guida tecnica, attrezzatura e strategie per l'azione di caccia in torrente

I torrenti dell'Appennino Tosco-Emiliano rappresentano un ecosistema unico e stimolante per il pescatore a mosca. Caratterizzati da acque cristalline, pendenze marcate e una vegetazione riparia spesso fitta e intricata, questi ambienti richiedono un approccio dinamico, un'attrezzatura mirata e una lettura meticolosa delle correnti. In questo scenario, la pesca a mosca secca "da caccia" non è solo una tecnica, ma un'esaltante arte di precisione e adattamento.


L'Attrezzatura: Scegliere la Canna in base all'Ambiente

La morfologia del torrente appenninico determina in modo matematico la scelta della canna. Non esiste uno strumento universale, ma due configurazioni ideali che rispondono al grado di copertura vegetale del tratto che si decide di affrontare:

·         Torrenti Infrascati e "Tunnel" Vegetali: Quando la vegetazione chiude il corso d'acqua e gli spazi di manovra sono ridotti ai minimi termini, la scelta ricade su canne corte, con lunghezze comprese tra 6'6" e 7'6" piedi per coda #3. Questi strumenti leggeri permettono lanci di precisione nello stretto, riducendo il rischio di impigliarsi nei rami e facilitando doti di scatto dinamiche come il roll cast.

·         Torrenti Aperti e Tratti Alti: Laddove il letto del torrente si allarga e la vegetazione si dirada, è preferibile salire con le lunghezze, arrivando fino a 9' piedi (sempre per coda #3). La maggiore lunghezza della canna offre un braccio di leva superiore, fondamentale per sollevare la coda dall'acqua, evitare il dragaggio causato da correnti multiple e gestire passate più lunghe e naturali.

L'adozione costante di una coda #3 garantisce posate delicate e riduce al minimo l'impatto sulla superficie dell'acqua, un fattore critico per non insospettire le guardinghe trote fario selvatiche.


Il Finale e le Mosche "da Caccia"

Il finale standard consigliato per questa azione dinamica ha una lunghezza di 9 piedi, strutturato con un conico che termina genericamente su un tip di 4X ( circa uno 0.18 mm). Questo diametro, apparentemente generoso per la mosca secca, è ampiamente giustificato dalla dimensione delle esche artificiali utilizzate, resiste quando incagli la mosca su rami e piante e dalla necessità di combattere il pesce in rapidità, evitando che si rifugi sotto le radici o le rocce del fondo.

Le mosche regine per l'azione di "caccia" (ovvero la stimolazione del pesce all'attacco anche in assenza di schiuse evidenti) devono possedere un'alta galleggiabilità e un'ottima visibilità, preferibilmente montate su ami robusti nelle misure 8, 10 e 12:

1.      Pheasant Tail (varianti secche): Un classico intramontabile modificato per la superficie, capace di imitare una vasta gamma di effimere.

2.      Elk Hair Caddis: Superba galleggiabilità fornita dal pelo di cervo, ideale per galleggiare nei raschi e nelle correnti più veloci.

3.      Royal Wulff o Royal Coachman: La mosca da caccia per eccellenza. La sua silhouette inconfondibile e i contrasti cromatici accesi scatenano l'aggressività territoriale dei salmonidi appenninici.


Equipaggiamento Minimo e Kit di Sopravvivenza del Pescatore

Muoversi lungo i letti ciottolosi e risalire le sponde boscose dell'Appennino richiede mobilità ed essenzialità. Di seguito l'inventario compatto ma completo da portare in spalla.

Abbigliamento e Comfort

·         Cosciali: Per la massima agilità, i cosciali sono preferibili ai waders ascellari. Si può optare per cosciali con stivale integrato o, per un supporto superiore della caviglia sui sassi scivolosi, cosciali con calzino accoppiati a uno scarponcino esterno.

·         Zaino o Monospalla: Uno zaino classico o una borsa monospalla (sling bag) aderente, studiata per mantenere totale libertà nei movimenti delle braccia durante il lancio.

·         Protezione e Sicurezza: Un cappello con visiera e occhiali polarizzati (essenziali non solo per proteggere gli occhi, ma per tagliare il riflesso dell'acqua, leggere il fondo e individuare i pesci). Un fischietto di segnalazione ad alta frequenza da tenere a portata di mano in caso di emergenza o infortunio in gole isolate, acqua da bere e un impermeabile tascabile per i frequenti temporali improvvisi di montagna.


Accessori Tecnici e Consumabili

·         Fili e Finali di Ricambio: Almeno 3 finali conici da 9x e bobine di filo dallo 0.14 mm allo 0.18 mm. Il fluorocarbon è un'ottima opzione per la sua invisibilità e resistenza all'abrasione sulle rocce, ma un buon nylon tradizionale è più che sufficiente per la pesca a secca.

·         La Scatola delle Mosche: Una selezione mirata di 10 mosche secche da caccia (Pheasant Tail, Elk Caddis, Royal Wulff o Royal Coachman su ami 8-12). In aggiunta, è strategico inserire 6 ninfe su amo 14 (per esempio Pheasant Tail) per esplorare le buche più fonde nei momenti di apatia.

·         Indicatori di Abboccata: 2 segnalatori stile "bubble" (stile strike indicator Wildfly). Piccoli, sferici e leggeri, sono ideali se si decide di convertire momentaneamente l'azione di caccia a secca in una pesca a ninfa sotto i saltini d'acqua più profondi.

·         Manutenzione dell'Esca: Un flacone di gel per ungere le mosche, fondamentale per ridare idrorepellenza al pelo e alle piume dopo una cattura o un lungo dragaggio.


I "Trucchi" del Veterano o del vecchio pescatore

·         Un pacchetto di fazzoletti di carta: Oltre all'ovvio utilizzo, sono lo strumento migliore in assoluto per asciugare e strizzare una mosca sommersa o impregnata di muco di pesce prima di riapplicare il gel e soprattutto sono economici e se lo perdi non inquinano.

·         Un normalissimo elastico: Un accessorio che legato allo zaino può essere utilizzato per “scrollare” l’umidità in eccesso dalle mosche in particolare quelle vaporose con cul de canard.

·         Spillo da montaggio: Indispensabile sia per ripulire l'occhiello dell'amo dai residui di colla e vernice, sia per sciogliere i nodi accidentali ("parrucche") sul finale conico.


Note di Strategia in Torrente

La progressione deve avvenire rigorosamente risalendo il torrente (upstream). Poiché le trote stazionano con il muso rivolto verso la corrente in attesa del cibo, approcciarle da dietro riduce drasticamente la possibilità di essere visti. I lanci devono essere corti, rapidi e chirurgici. Il segreto del successo in Appennino risiede nel avvicinarsi in silenzio, fare meno falsi lanci possibili sopra le testa delle trote e controllare il dragaggio nei primi tre secondi di posata: la mosca deve danzare sopra i raschi proprio come un insetto vero, regalando quella fulminea e spettacolare cacciata a galla che rende questa tecnica indimenticabile.


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Di  Mirko Dalmonte Martelli (del 26/05/2026 @ 20:00:58, in Pillole di Pesca, linkato 1550 volte)
LA STORIA DELLA CODA DA PESCA A MOSCA
Dalle umili origini all'innovazione moderna, la coda da mosca si è evoluta per aiutare i pescatori a lanciare più lontano
presentare la mosca in modo più delicato e connettersi più profondamente con l'acqua.


LA STORIA DELLA CODA DA PESCA A MOSCA
 

UNA CRONOLOGIA DELL'INNOVAZIONE

  • 1800s | SETA E BUDELLO

    •  Le prime code da mosca erano realizzate in seta intrecciata o budello ritorto. Funzionali, ma pesanti, assorbenti e soggette ad allungamento.

  • Fine 1800s | CODA IN SETA INTRECCIATA

    •  Le code in seta intrecciata offrivano migliori prestazioni e durata, diventando lo standard per i pescatori più esperti.

  • Inizio 1900s | CODE RIVESTITE IN PVC

    • L'introduzione di rivestimenti impermeabili migliorò la durata, ridusse l'assorbimento dell'acqua e rese il lancio più fluido.

  • Metà 1900s | LA RIVOLUZIONE DELLA PLASTICA

    •  I progressi nella tecnologia delle materie plastiche hanno portato a code flessibili e costanti, che galleggiano meglio e durano più a lungo.

  • Fine 1900s - Oggi | PROGETTAZIONE DI PRESTAZIONE

    • Le moderne code da mosca sono rastremate di precisione, saldate e costruite per applicazioni specifiche: dalle delicate mosche secche al potente streamer.


Una coda ben lanciata unisce molto più della mosca e del pesce: ci connette a una tradizione costruita sulla pazienza, sulla maestria e sul rispetto per l'acqua...


Mirko Dalmonte Martelli 

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LA TROTA MEDITERRANEA L'antico custode dei nostri torrenti
Salmo ghigii, macrostigma o cettii a seconda di chi la trova e la vuole chiamare
LA TROTA MEDITERRANEA L'antico custode dei nostri torrenti Salmo ghigii, macrostigma o cettii a seconda di chi la trova e la vuole chiamare
 

STATO DI CONSERVAZIONE (IUCN)
CRITICAMENTE MINACCIATA (CR) Specie rigorosamente protetta dall'Allegato II della Direttiva Habitat dell'Unione Europea.

La trota mediterranea (storicamente indicata anche come Salmo macrostigma o Salmo cettii) è un salmonide nativo ed endemico dell'Italia peninsulare e delle isole maggiori. A differenza delle specie introdotte, rappresenta l'unico ceppo genetico originario dei corsi d'acqua dell'area mediterranea. Oggi rischia l'estinzione.


CARATTERISTICHE PRINCIPALI E MORFOLOGIA

La specie presenta dimensioni inferiori rispetto alla trota marmorata (una lunghezza media di circa 30 cm) e un fenotipo altamente variabile che dipende dal genotipo e dall'ambiente:

  • Macchie Parr permanenti: Gli adulti mantengono le caratteristiche grosse bande scure verticali lungo i fianchi (che le trote atlantiche perdono crescendo).

  • Segni distintivi: Presenza di una netta macchia opercolare scura dietro l'occhio e una punteggiatura nera e rossa sui fianchi.

  • Variabilità fenotipica:

    • Fenotipo "Macrostigma": Punti scuri radi, tipico di Sardegna e Lazio meridionale.

    • Fenotipo Appenninico: Punti rossi, bande mimetiche e macchie parr sdoppiate di colore bluastro.


HABITAT E ADATTAMENTO

Popola la "zona dei Salmonidi" nelle acque fresche, limpide e ben ossigenate dei torrenti collinari e montani dell'Appennino, della Sardegna e della Corsica.

  • L'ambiente ideale: Corsi d'acqua a carattere torrentizio, con portata idrica irregolare, fondo sassoso o ghiaioso ricco di anfratti e nascondigli.

  • Resistenza climatica: Ha sviluppato un eccezionale adattamento al clima mediterraneo; tollera temperature relativamente alte e scarsità di ossigeno che sarebbero letali per altre trote.

  • Alimentazione: Simile alla trota atlantica, ma mostra una minore predilezione per la dieta a base di pesci (ittiofagia).


LE MINACCE PRINCIPALI: PERCHÉ STA SCOMPARENDO?

  • Ibridazione genetica: La minaccia più grave. L'immissione massiccia in passato della trota fario di ceppo atlantico per la pesca sportiva ha inquinato il patrimonio genetico della specie nativa.

  • Predazione: Impatto crescente dovuto alla presenza dei CORMORANI ed ai coglioni che non fanno leggi per ridurre i Cormorani.

  • Antropizzazione: Inquinamento delle acque, frammentazione dei fiumi (dighe e sbarramenti) e prelievi idrici eccessivi che riducono la portata dei torrenti.


PROGETTI DI CONSERVAZIONE E TUTELA

Per salvare la trota mediterranea dall'estinzione sono state avviate importanti iniziative scientifiche europee e nazionali:

  • Progetti LIFE+ TROTA e LIFE Streams: Coordinato dal Parco Nazionale della Maiella in collaborazione con ISPRA e Legambiente, il progetto interviene per isolare le popolazioni esotiche competitive.

  • I Centri Ittiogenici: Strutture specializzate, come il centro di Premilcuore (Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi), operano attivamente per selezionare riproduttori geneticamente puri, incubare le uova e ripopolare i torrenti appenninici.

Il buon Ing.Maccagnani a questo punto direbbe che non è la livrea che fa la trota mediterranea ma il DNA ... è ha ragione ragionissima... personalmente, da pescatore, l'idea di eradicare trote per fare spazio a trote che poi magari nemmeno sono pure... boh .. eradicare ??? c'è già un popolo che vuole eradicare un altro e non mi sembra una grande idea..

A mio parere le trote sono davvero tutte belle, adoro anche le stellate Puccini... posso capire di selezionare un paio di torrenti e renderli puri e inviolati... ma di eradicare quello che c'è per seminare quello che poi si mangiano i cormorani trovo sia una cazzata enorme..

Farei un torrente turistico per i "prelevatori" ... cè ne sono tanti , detti "Turistici" o a "Cattura"e vanno benone.. tre, quattro torrenti puri e duri per le mediterranee con nokill galattico e pesca a rotazione ogni cinque anni... gli altri torrenti proseguirei con no kill totale e assoluto ma con semine di avannotti di quello che c'è ... senza eradicare..

il Torrente Savena a casa mia la fa da padrone ... iridee selvatiche che non si fanno eradicare e si mangiano tutti gli avannotti di mediterranea .... hanno ragione loro !!

Mirko Dalmonte Martelli 

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Di  Mirko Dalmonte Martelli (del 18/05/2026 @ 16:50:22, in Pillole di Pesca, linkato 263 volte)
SCHEMA SEMPLIFICATO PER LA SCELTA DELLE IMITAZIONI IN PESCA

TRIANGOLO DI GHILARDI TRIANGOLO DI GHILARDI NEW

 
SCHEMA SEMPLIFICATO PER LA SCELTA DELLE IMITAZIONI IN PESCA

Mi sono permesso, sicuramente a torto, di fare ridisegnare alla IA lo schema pubblicato da Sandro Ghilardi per l'angolo del neofita su Pipam.

Il motivo è che volevo stamparlo e farlo vedere ai corsi base per l'approccio alla pesca a mosca.. questo schema è stato basilare per le mie prime uscite e soprattutto gli acquisti di mosche.. la prima mosca comprata prima di vederloera una secca con corpo arancione e ovviamente non prendeva praticamente nulla... Me la rifiutavano anche in torrente il che vuole dire tanto..

Spero che l'upgrade sia gradevole e se qualcuno vuole la immagine in HD per stamparlo basta cliccare su ogni singola immagine e dovrebbe scaricare la migliore versione a mia disposizione.

Provatelo in pesca...

Mirko Dalmonte Martelli 

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