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  I torrenti del nostro appennino...... di Mirko Dalmonte Martelli
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di  Mirko Dalmonte Martelli (del 21/12/2014 @ 20:41:05, in Fiumi - Torrenti - Laghi, linkato 2568 volte)
Il Rio Baricello



Il Rio Baricello è lungo circa 7 km, nasce dal versante nord del Monte Orsigna (1555 m) con il nome di Rio Mantara, scende precipite formando numerose cascate, in una valle stretta e boscosissima e attraversata da tantissimi sentieri.



Un torrente apparentemente facile, ma in realtà nasconde parecchie insidie nel suo percorso che è ripido, scivoloso e frastagliato.



E' adatto alla pesca a mosca solo nel pieno caldo poichè è quasi totalmente all'ombra... ottimo in agosto come rifugio dalla calura.



Presenta trote di tutte le misure , con ottime livree, ben pinnate e con colori stupendi...



Immerso nei boschi regala sorprese lungo i sentieri...



Un giro lungo ma che merita per la sua totale immersione nella natura, attenzione però nel weekend ... alta presenza di turisti, ciclisti ed escursionisti.


Mirko Dalmonte Martelli
 
Di  Mirko Dalmonte Martelli (del 16/12/2014 @ 17:24:05, in Fiumi - Torrenti - Laghi, linkato 3124 volte)
Il Torrente Savena sopra Castel dell'Alpi - BO



Il tratto in oggetto è in categoria D, il suo percorso parte da sopra al lago di Castel dell'Alpi che è un piccolo invaso naturale che si trova nell'Appennino bolognese, presso l'omonima frazione del comune di San Benedetto Val di Sambro.



Uno torrente che nella prima parte passa tra piccole case, la presa di un acquedotto e qualche briglia per poi ritornare libero da "intrusioni" umane.



E' il paradiso della trota iridea, Oncorhynchus mykiss, infatti in queste acque la trota ha raggiunto una situazione stabile e si riproduce in totale autonomia raggiungendo anche dimensioni interessanti e presentanto esemplari di tutte le taglie e misure.


Percentualmente su 10 catture almeno 6 sono iridee, decisamente belle e combattive, di una voracità e prestanza che fanno passare esemplari di 20 cm per esemplari di dimensioni più grandi.



Francamente qui di alloctono non cè più nulla, risalendolo sino alle sorgenti scopri che ogni singolo rigagnolo laterale, anche quelli ridicoli larghi meno di un metro, presentano esemplari sani e selvatici di trota iridea...



Sono trote sane, belle, ruspanti ... con evidenti macchie di par e colori che vanno dal verde al rosa... denti e pinne perfetti !!



A mio parere un posto così andrebbe tutelato, difeso e guardato con ammirazione ...

Un posto dove la natura riesce da sola a proteggersi e a resistere ai prelievi, all'inquinamento e alle piene che ultimamente sono state anche piuttosto violente, portando a valle decine di tronchi e sassi.
Si ci sono le iridee, sono tante, sempre belle e piene di forza.. portiamo la misura minima a 25, limitiamo il prelievo a due esemplari o eliminiamolo del tutto !!

Non so quanti posti in Italia possono vantare di avere una popolazione di trote Iridee in piena salute e in totale autogestione che non costano nulla e possono solo dare soddisfazioni se le trattiamo con rispetto..

Meditateci sopra anche voi... ma sono davvero da considerarsi alloctone ?


Mirko Dalmonte Martelli
 
Di  Mirko Dalmonte Martelli (del 16/12/2014 @ 11:07:28, in Fiumi - Torrenti - Laghi, linkato 2522 volte)
Rio Porcini - Limentra Orientale



Il Rio Porcini è un piccolo torrente laterale del Limentra Orientale.



La sua portata d'acqua è sempre ricca e generosa ed è aiutato a sua volta da tre ulteriori suoi piccoli affluenti... tutti quanti pescabili.



E' facile da risalire e lo si può pescare tranquillamente in circa 5 ore.


All'apertura è consigliabile pescarlo a ninfa o ancor meglio a dropper, dopodichè nella stagione calda la pesca a mosca secca la fa da padrone !!





Bello da vedere e sopratutto molto pulito e privo di rifiuti e residui di ogni tipo, Non cè presenza di tantissimo pesce ma le sue trote sono ruspanti e selvatiche, assolutamente ben pinnate e belle da pescare.
Nella parte alta del torrente è possibile trovare tracce di abitazioni, carbonaie e vari essicatoi per castagne.

Attualmente il Rio Porcini fa parte della ZRS Torrente Limentra www.zrstorrentelimentra.com

Mirko Dalmonte Martelli
 
Di  Mirko Dalmonte Martelli (del 10/12/2014 @ 21:18:20, in Fiumi - Torrenti - Laghi, linkato 3268 volte)
Torrente Gambellato


Il Gambellato è un torrente dell'Appennino bolognese e fiorentino, il secondo affluente di destra del fiume Setta per lunghezza, ma primo per estensione del bacino. È lungo 11,4 km e ha un bacino idrografico di 42,8 km².



Nasce in territorio toscano dal Monte Spicchio, fra il Monte Citerna ed il Passo della Futa, a quota 950 m s.l.m., poco distante dal grande Cimitero Militare Tedesco che sorge presso il passo (vi sono seppelliti oltre 30.000 caduti della Wehrmacht nel corso della Seconda guerra mondiale, giacché in questa zona s'attestò per mesi la cosiddetta Linea Gotica).



Dopo la sorgente, il Gambellato entra quasi subito in territorio emiliano. Scende, con direzione nord- est, attraverso una valle che s'incassa fra i boschi e sotto i grandiosi viadotti in conglomerato cementizio ed acciaio dell'Autostrada del Sole, qui presso il valico appenninico, toccando la frazione di Baragazza, ma sempre nei pressi del confine regionale che marca col suo corso fino all'immissione nel Setta. Uno di questi viadotti lo valica un paio di chilometri a valle della Galleria di Valico di Monte Citerna. Riceve piccoli affluenti, sia da destra (è da segnalare il rio Bagnolo), sia da sinistra.



Pur avendo un regime torrentizio, il Gambellato è caratterizzato da deflussi sempre buoni, anche in piena estate (la zona è relativamente piovosa, anche in piena estate), con portate medie annue che possono stimarsi nell'ordine di 2 m³/s e costituisce, insieme col torrente Sambro, il principale tributario di destra del Setta.



La valle, ancorché molto incassata, è bellissima e non appare sostanzialmente deturpata dalla presenza dei grandiosi viadotti autostradali, per lo più realizzati con ponti ad arco impostati su altissimi piloni, poiché questi furono realizzati, seppure in un'epoca - i primi anni sessanta del XX secolo - nella quale le "valutazioni d'impatto ambientale" non esistevano ancora come metodologia progettuale corrente per le grandi opere pubbliche, in modo non troppo invasivo e, ad oggi, sono comunque entrati a far parte del paesaggio montano della zona, anzi, caratterizzandolo.

Nella parte bassa cat. C alta presenza di cavedani e barbi anche di notevole taglia, qualche simpatica e combattiva trota e ovviamente i vaironi. Nella parte alta cat. D qualche vairone e tante trote alcune anche di misure divertenti , purtroppo è facile trovare rifiuti di tipo "cantieristico" brutto ricordo dell'autostrada che lo attraversa in più punti... nel complesso un torrene davvero divertente e con poca pendenza.
 
Di  Mirko Dalmonte Martelli (del 09/12/2014 @ 16:30:52, in Fiumi - Torrenti - Laghi, linkato 4509 volte)
 
Limentrella di Treppio



Il Limentra inferiore o Limentra orientale nasce dal Monte La Croce, presso Badia a Taona, non lontano dall'altro Limentra e dal Limentrella. Percorre una stretta e boscosissima valle (la Foresta demaniale dell'Acquerino) e svolta quasi subito in direzione nord, in località Ponte a Rigoli dove riceve l’affluente di destra Limentrino, che segna per un tratto il confine fra i comuni di Pistoia e Cantagallo segnando per un tratto anche il confine fra le province di Pistoia e di Prato. Presso la confluenza con la Limentrella di Treppio (lunghezza 7,4 km, bacino di 24,8 km², con sorgenti dal Monte La Croce), appena superato l'abitato di Lentula dove è situata la sorgente di acqua minerale Lentula, entra in provincia di Bologna.



In località Suviana di Castel di Casio è sbarrato, dal 1933, da un'imponente diga a gravità massiccia in muratura, leggermente arcuata (altezza variabile da 97 a 89 m, quota del coronamento 472,50 m) che forma il bacino artificiale di Suviana, avente capacità 43.850.000 m³ d'acqua, uno dei più rilevanti dell'Appennino sia per capacità, sia per potenza della centrale idroelettrica connessa.



Il Limentra orientale percorre poi una valle assai incassata nel tratto immediatamente a valle di Suviana (Gola di Castrola) che poi si allarga avvicinandosi alla confluenza col Reno, nel quale sfocia dopo 31 km di corso, di fronte a Riola di Vergato, dopo aver lambito la celebre Rocchetta Mattei e ricevuto altri numerosi torrenti e ruscelli specialmente dal massiccio del monte Vigese (1.091 m). La superficie del bacino idrografico è di 145,1 km².



Al Bacino di Suviana, oltre alle acque del Reno e delle due Limentra, adducono, mediante una condotta forzata, anche le acque del Bacino del Brasimone, sì che il complesso Suviana-Brasimone costituisce la principale centrale idroelettrica dell'Appennino Settentrionale e la seconda di tutto l'Appennino dopo il complesso Nera-Velino nell'Umbria, collocandosi, peraltro, a livelli di potenza e produzione assolutamente comparabili con le grandi centrali idroelettriche alpine.



Ha acque naturalmente assai abbondanti in ogni stagione (prima degli indigamenti e dell'intensivo sfruttamento antropico delle sorgenti, le portate alla foce oscillavano da minimi assoluti di 1,5 m³/s, a medie di 7 m³/s, fino a massimi assoluti stimabili a ben 450 m³/s nelle piene bicentenarie e 340 m³/s nelle piene trentennali), attraversando anche zone di terreni semipermeabili, sebbene il tratto a valle della diga di Suviana sia quasi asciutto nella stagione estiva a causa dell'indigamento e della sistematica captazione delle sorgenti a scopo antropico; ma proprio in questo tratto, assai pericoloso in concomitanza con gli improvvisi rilasci d'acqua dal bacino di Suviana (le portate passano in pochi minuti da meno di 1 a oltre 50 metri cubi al secondo ed anche più) si svolgono impegnative gare di canoa, per le quali il torrente è assai rinomato.


Mirko Dalmonte Martelli
 
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